Quando si acquista un’auto a GPL è importante effettuare una corretta e costante manutenzione per prevenire possibili inconvenienti. Spesso, si parla delle spese di manutenzione ordinaria, effettuate periodicamente insieme al tagliando; tuttavia, sono altrettanto fondamentali – e maggiormente costose – le spese di manutenzione straordinaria.
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Costi principali
I costi principali di un’auto a GPL riguardano l’impianto, sia nel caso di installazione in aftermarket su un’auto usata sia rispetto a una nuova. Per capire se c’è un effettivo risparmio acquistando una vettura a GPL, bisogna valutare quanti km si prevede di percorrere in un anno. In particolare, maggiori km verranno percorsi, più sarà possibile ammortizzare la spesa.
I costi di manutenzione straordinaria fanno riferimento alla sostituzione del serbatoio dell’impianto GPL e alla revisione della testata del motore.
La sostituzione del serbatoio
Per legge, è obbligatorio sostituire il serbato dell’impianto GPL ogni 10 anni. Il tempo decorre dalla data di immatricolazione per le vetture nuove; per le auto con impianti di tipo aftermarket, invece, bisogna fare riferimento alla data di collaudo. Solitamente i costi per questa operazione si aggirano intorno ai 500 euro.

La revisione della testata del motore
Per quanto riguarda la revisione della testata, i costi sono maggiori; questo intervento ha un costo di circa 1.000 euro. Questo problema si verifica quando le valvole del motore sono danneggiate; la causa di questo inconveniente è da imputare a un’usura precoce.

Tale problematica, se ignorata, determina la scomparsa dello spazio tra la valvola, il gioco e il suo dispositivo di comando, la camma. La conseguenza più grave è che la valvola fatica a chiudersi; ciò rende difficoltoso il funzionamento dell’intero motore. Per cercare di ovviare a questo inconveniente, è fondamentale far controllare e registrare il gioco delle valvole durante i tagliandi.