Viterbo: dalla città etrusca alla “città che muore”

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Viterbo: una città etrusca

Giugno è finalmente arrivato, le vacanze estive si stanno avvicinando e la stanchezza è molto forte. E poi, vogliamo parlare del ponte del 2 giugno? Costretto a lavorare? Ecco allora un altro buon motivo per seguire la rubrica “Post in the Weekend” di CercaOfficina.it che, con i suoi consigli, ti saprà indicare un itinerario per questo weekend.

Non ti abbiamo convinto? Continua a leggere allora, vedrai che i meravigliosi posti lo faranno per noi.

Accendi il motore della tua auto, si parte verso…

GIORNO 1

Partendo da Roma, in direzione Nord/Nord-Est, a 1 h e mezza di distanza circa, si trova la città di Viterbo.

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Il percorso da Roma e Viterbo
fonte: Google Maps

Capoluogo di provincia del Lazio, Viterbo è una cittadina non molto popolata, situata nella zona della “Tuscia“, a Nord della regione, in una posizione centrale per l’economia della zona.

Fondata in epoca etrusca, la città è oggi conosciuta per i numerosi monumenti ed edifici storici che ogni anno attraggono turisti e visitatori.

Innanzitutto, tra i palazzi che si innalzano lungo le vie della cittadina è possibile visitare il Palazzo Comunale, chiamato anche Palazzo dei Priori.

Costruito su volontà di Papa Sisto IV della Rovere a partire dal 1264 e concluso nel XVI secolo, il palazzo presenta una facciata in stile rinascimentale sulla quale, al centro, è stato collocato lo stemma del Papa. Inoltre, il suo nome è stato inciso anche sull’architrave delle finestre.

Un lato della costruzione è percorso da un portico a nove archi, al centro del quale si trova il passaggio che conduce al giardino interno. Al suo interno si possono visitare quattro eleganti sale dalle pareti affrescate: Sala della Madonna, Sala Regia, Sala del Consiglio e Sala dei Paesaggi (o delle Bandiere).

Tramite la Pinacoteca, la struttura si collega direttamente con il Palazzo del Podestà, un altro degli edifici più antichi e interessanti della città.

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Il Palazzo del Podestà e la Torre dell’Orologio
fonte: aurelio-vivereapierino.blogspot.com

La costruzione del Palazzo del Capitano del Popolo, così è stato più volte rinominato, ha inizio nello stesso anno dell’edificazione del Palazzo Comunale. Ciononostante, nel corso del tempo sono state apportate parecchie modifiche che ne hanno mutato la struttura iniziale.

Accanto all’edificio si innalza la Torre dell’Orologio: con i suoi 44 metri di altezza, la torre termina con un’antichissima campana forgiata nel 1452, collocata all’interno di un’artistica gabbia in ferro battuto.

Proseguendo la visita dei palazzi di Viterbo, è possibile giungere a Palazzo Farnese. Questo è stato costruito come dimora signorile della famiglia Farnese nel corso del Cinquecento. La sua struttura rinascimentale presenta una pianta pentagonale, ampie terrazze aperte sulla campagna circostante e al centro un cortile a due piani.

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Il Palazzo Farnese di Viterbo
fonte: viaggimarilore.wordpress.com

Anche internamente gli ambienti sono molto particolari. Infatti la residenza si suddivide in un due zone: quella estiva, dove non batte il sole, e quella invernale, maggiormente esposta a esso. Un elemento che sicuramente cattura l’attenzione è la presenza di una rampa elicoidale che facilitava la trasmissione dei messaggi verso i piani inferiori.

Il percorso alla scoperta delle strade di Viterbo viene momentaneamente interrotto. Abbiamo deciso di rinviare al pomeriggio la parte più interessante dell’itinerario per consigliarti di dedicare un po’ di tempo ai sapori e tradizioni locali.

DOVE MANGIARE:

Per questo pranzo a Viterbo ti proponiamo di recarti presso il ristorante-pizzeria “Il Borgo“. Il locale, oltre alle proposte gastronomiche, si diletta anche nelle attività di caffetteria, bar, gelateria e pasticceria.

Pertanto, oltre alle diverse e tipiche pietanze della tradizione (fettuccine, salame cotto, polenta Bagnaiola, tagliata di chinina viterbese, ecc… ), è possibile concludere il pranzo con un dolce della pasticceria: gelato artigianale, crostate, “fregnacce bagnaiole” (dolci simili alle crêpes ripiene di ricotta candita e con liquore e scaglie di cioccolato) o le tipiche “Pizze di Pasqua“.

Diversamente se si desidera gustare qualcosa di più veloce, il ristorante prepara anche delle ottime pizze con cottura al forno. Il tutto può essere accompagnato da un’ampia selezione di vini, tra i quali spiccano l’Est! Est!! Est!!!, il Civitella d’Agliano e il Vignanello.

Viterbo: la città medievale

Con lo stomaco pieno, si può riprendere il tour della città verso la zona più antica, in stile medievale, dove era concentrato il potere ecclesiastico della città. Su Piazza San Lorenzo si affaccia un complesso formato da tre diverse strutture: il Duomo, il Palazzo e la Loggia dei Papi.

Il Duomo è il principale luogo di culto della città, costruito in onore di San Lorenzo; in stile romanico, all’interno si trova l’organo a canne della cattedrale e alcune opere artistiche pittoriche e scultoree.

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Il Duomo di San Lorenzo
fonte: portofrome.it

Insieme al Duomo, si trova anche il Palazzo dei Papi (chiamato comunemente anche Palazzo Papale), il monumento storico divenuto il simbolo della città. La struttura è stata eretta come sede della Curia vescovile e affaccia sulla piazza tramite sei finestre.

Al suo interno si trova la grande “Sala del Conclave“, la cui importanza è legata al fatto che ha ospitato il conclave più lungo della storia durato ben 1006 giorni.

Infine, la Loggia dei Papi, nota anche come Loggia delle Benedizioni, è stata eretta nel 1267. Essa si affaccia sulla piazza tramite un corridoio adornato da archi sorretti da strette colonnine. Da questo si presentava il Papa una volta uscito dalla Sala del Conclave. Se desideri prenotare la tua visita all’interno del Palazzo e della Loggia dei Papi clicca qui.

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Il Palazzo e la Loggia dei Papi
fonte: eat.cudriec.com

Il tour della giornata può infine concludersi con una passeggiata nel centro storico. Numerose sono le stradine, i vicoli e i quartieri, tra i quali si ricorda il Quartiere San Pellegrino. L’atmosfera medievale della strada è ulteriormente incentivata dalla presenza di palazzi e cortili in sintonia con il suo stile.

In questa zona è possibile visitare anche il Santuario di Santa Rosa. L’edificio è molto importante per la città perché, oltre a conservare la reliquia del corpo della santa, è anche la tappa finale della processione di Santa Rosa.

Questa si svolge ogni anno, il 3 settembre, durante la quale un centinaio di facchini trasportano la “Macchina di Santa Rosa“, un baldacchino che innalza la statua della santa dalla forma di una torre alta 30 metri.

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La Macchina di Santa Rosa, patrimonio dell’UNESCO
fonte: mapio.net

DOVE MANGIARE:

La giornata è giunta al termine. Viterbo è una città incantevole, ti abbiamo convinto a seguire il nostro itinerario?

Che ne dici ora di concederti una pausa? Per questo sabato sera ti proponiamo di recarti presso il ristorante/pizzeria “Taverna Etrusca”.

In pieno centro storico, il locale propone un menù molto sfizioso, variando dai piatti della tradizione alle pizze più originali. Tra queste si ricorda la pizza al limone; al cacio, pepe e pancetta con aggiunta di miele; e quella al gorgonzola e cioccolato.

Il locale è molto intimo e accogliente, adornato da quadri e decorazioni in stile etrusco, in perfetta sintonia con il nome e con la zona della città in cui è collocato.

DOVE DORMIRE:

Al termine della serata è finalmente giunto il momento di recuperare le energie per il giorno dopo. Il B&B “Medieval House” sarà lieto di accoglierti nella sua struttura. Le camere sono molto accoglienti, curate, ordinate e dotate di ogni confort. È possibile soggiornare in una camera matrimoniale a 65€ a notte, compreso nel prezzo anche la colazione.

Infine, ti ricordiamo che il B&B è convenzionato anche con le Terme dei Papi. Queste si trovano a solo 3 km di distanza e, se non ti piacesse il programma che ti vogliamo proporre per domani, puoi prendere in considerazione l’idea di dedicare la giornata di domenica al relax alle terme. Per qualsiasi informazione sulle terme clicca qui.

Viterbo: dal parco dei mostri…

GIORNO 2

Domenica è già arrivata, la sveglia suona e un dolce risveglio ti accoglie al “Medieval House”. Concediti qualche minuto di pausa per godere di un’abbondante colazione e preparati per trascorrere un’altra giornata nei pressi di Viterbo.

A una ventina di minuti di distanza dalla città si trova il “Parco dei Mostri di Bomarzo“. Situato proprio vicino alla località di Bomarzo, il parco è denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie; è un parco naturale ornato da numerose sculture, ideate dall’architetto Pirro Ligorio nel corso del Cinquecento.

Il parco si estende per una superficie molto vasta e al suo interno non solo si trovano rappresentazione di varia grandezza che ritraggono mostri e animali mitologici, ma anche edifici in stile classico.

Tra le varie figure, quella più celebre, divenuta poi anche il simbolo dell’area, è sicuramente l’Orco. Questo è un grande faccione di pietra con la bocca spalancata: all’interno si trovano un tavolo e dei posti a sedere. La particolarità è l’effetto distorsivo e amplificato che subiscono le voci a causa della forma dell’ambiente interno.

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L’Orco: una delle rappresentazioni scultoree più celebri del Parco dei Mostri
fonte: guidatuscia.info

Oltre alle varie statue, all’interno del parco si trova la Casetta Pendente. Questa è stata edificata in modo molto particolare: infatti è un edificio costruito su un masso inclinato, mentre gli interni sono anch’essi pendenti ma in un’altra direzione.

Questo crea un effetto di smarrimento per chi entra, che si trova così a dover mettere a dura prova il proprio equilibrio!

Per confondere ulteriormente il visitatore, passeggiando nel parco ci si può imbattere in una costruzione completamente diversa da quelle nascoste tra gli alberi e i sentieri. Il Tempio infatti è stato costruito in onore della principessa Farnese con uno stile classico e rinascimentale.

DOVE MANGIARE:

Ti ricordiamo che all’interno del parco è stata adibita un’area picnic; pertanto perché non portare il pranzo al sacco e trascorrere la prima parte della giornata all’aria aperta, in questa atmosfera suggestiva, divertente e al tempo stesso un po’ inquietante?

Viterbo: …alla città che muore

L’itinerario di “Post in the Weekend” volge quasi al termine, non prima però di fare una veloce capatina in un posto che sicuramente ti incanterà.

Vogliamo portarti a Civita di Bagnoregio, uno dei borghi più belli e più antichi d’Italia (è stato fondato 2500 anni fa dagli Etruschi), soprannominato “la città che muore“. Il piccolo paesino è collocato in una posizione isolata in cima a una collina.

A causa dell’erosione della vallata che la circonda, il borgo è oggi raggiungibile solamente attraverso un ponte di 400 metri percorribile a piedi e previo pagamento di un “pedaggio” simbolico di 1,50€.

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Il piccolo borgo di Civita di Bagnoregio, raggiungibile solamente attraverso il ponte
fonte: freevax.it

A Civita di Bagnoregio vivono meno di una decina di persone e la primaria fonte di sostentamento del paesino è sicuramente il turismo.

Lasciati incantare dalla magia e dall’atmosfera antica e medievale che si percepisce percorrendo i suoi vicoli e visitando i suoi luoghi d’interesse: la chiesa di San Donato, il Palazzo Vescovile, un mulino e la casa di San Bonaventura, cardinale, filosofo e teologo italiano vissuto nel Duecento.

Inoltre nel borgo si trovano alcuni negozi di souvenir e prodotti tipici, così, se volessi, potresti portare a casa qualche ricordo di questo piccolo angolo di storia.

La giornata volge al termine, purtroppo è tempo di abbandonare Civita di Bagnoregio e tornare alla realtà. Poco meno di due ore di strada ti aspettano prima di arrivare a casa.

È stato un weekend ricco di sorprese: Viterbo ci ha stupito per i suoi meravigliosi palazzi; il Parco dei Mostri ci ha colpito per il suo ambiente misterioso e intrigante; Civita di Bagnoregio ci ha affascinato per la magia antica e suggestiva che la caratterizza. Domani inizia un’altra settimana lavorativa ma speriamo che l’incanto di questo fine settimana possa protrarsi fino a lunedì, rendendo meno traumatico il rientro!

Viterbo: dalla città etrusca alla “città che muore” ultima modifica: 2016-06-10T11:19:50+02:00 da Sonia

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