La telematica fornisce un tracciato digitale su praticamente ogni aspetto del funzionamento di un veicolo, aiutando i fleet manager a capire dove è possibile migliorare la gestione delle flotte aziendali.
La sua diffusione sta notevolmente aumentando nel corso degli anni, assieme alla consapevolezza dei vantaggi. Se, da un lato, i driver rimangono piuttosto indifferenti riguardo l’installazione di strumenti telematici sulla vettura, dall’altro, le aziende li ritengono sempre più un asset positivo.
Purtroppo, però, i dati non sempre vengono utilizzati in maniera completa o adeguata. Inoltre, ci sono ancora dubbi riguardo alcuni temi quali la black box o la privacy.
A questo riguardo è stata svolta una survey intitolata “La telematica sale a bordo” per il Fleet Magazine, con l’obiettivo di chiarire maggiormente il tema.
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Parliamo di black box
Dalla survey emerge che la black box ormai è entrata a far parte integrante del mondo delle flotte aziendali. Chiariamo, dunque, che ruolo svolge la scatola nera e perché può essere utile:
- Attraverso il GPS consente di localizzare il veicolo;
- Segnala tutti i “crash”, ovverosia eventuali impatti del veicolo con altri veicoli o cose, fotografando con precisione luogo, velocità e intensità dell’impatto;
- Registra costantemente dati sullo stile di guida, come accelerazioni, decelerazioni e le marce inserite durante i percorsi effettuati dai driver;
- Registra tutte le percorrenze dell’auto, incluse le soste e le ripartenze, in modo da fornire un quadro generale, con l’obiettivo di produrre reportistica precisa e certificare il chilometraggio reale;
- Rileva l’eventuale attivazione di dispositivi di sicurezza.
Il problema, però, è che la scelta della telematica nelle flotte aziendali, attualmente, sembra essere più imposta che strategica. Circa il 70% dei Fleet Manager ha dichiarato che la decisione di installare la black box è stata per questioni di risparmio e non per un uso dei dati a fine aziendale.
Nonostante questo, sull’utilizzo delle black box c’è sicuramente grande aspettativa. Un segno chiaro della consapevolezza, che si sta raggiungendo riguardo al fatto che la scatola nera è una vera e propria alleata della flotta. E lo sarà sempre di più in futuro.

Telematica flotte: quali informazioni ne ricaviamo?
Quali informazioni vengono gestite attraverso la soluzione telematica delle flotte aziendali? In questo caso è necessaria una precisazione, distinguendo tra flotte di grandi dimensioni e flotte medio-piccole.
La maggior parte delle grandi aziende beneficia, principalmente, dei dati relativi ai furti; seguono la gestione dei sinistri, la verifica dei consumi di carburante e il monitoraggio delle attività di manutenzione.
Le flotte medio-piccole, invece, danno soprattutto importanza alla voce “manutenzione” tra i parametri che vengono tenuti sotto controllo.
In generale, sono ancora poco utilizzati i dati sulle percorrenze chilometriche e per la geolocalizzazione dei veicoli. Il motivo è da ricercarsi nella difficoltà di rendere compatibile il “controllo” dei percorsi dei veicoli con la privacy del dipendente.
Quest’ultimo punto, tuttavia, non rappresenta un fattore critico rilevante essendo che i sistemi di telematica più moderni trasmettono le informazioni solo in determinate circostanze (furti o sinistri).
“L’offerta telematica”, evidenzia Gianfranco Martorelli – Presidente di Top Thousand, “sta crescendo in maniera esponenziale, accogliendo nuovi importanti servizi, anche se tra le aziende clienti si evidenziano ancora due diversi approcci: quelle che utilizzano già in maniera strategica i dati ottenuti dalle black box e quelle che, invece, non li sfruttano ancora – o solo parzialmente – e vorrebbero trarne maggiori benefici. In questi mesi viviamo inevitabilmente una fase di stallo, superata la quale, la telematica all’interno delle flotte potrà riprendere a crescere. Una crescita che, oltre che quantitativa, dovrà essere qualitativa”.
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